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L'Umbria, regione peninsulare
che non ha sbocchi con il mare, è
una zona prevalentemente collinare e
montuosa. Le cime maggiori
dell'Appennino umbro-marchigiano non
superano i 1500 metri. Il margine
orientale, che corre lungo il
confine marchigiano, è percorso da
una serie di dorsali montuose; la
più orientale comprende il Monte
Cucco (m. 1566 s.l.m.) quella a
sud il Monte Penna (m. 1432
s.l.m.) fino al limite meridionale
dove vi è la Valnerina. A
sud-est vi sono i Monti Sibillini
caratterizzati da paesaggi
montagnosi e da vallate adibite a
pascoli e a colture. Una dorsale più
interna è quella che comprende il
gruppo dei Monti di Gubbio e,
più a sud, di Gualdo Tadino e Nocera
Umbra. Più a est si scende nella
valle del fiume Topino per risalire
poi ai 1290 m. s.l.m. del Monte
Subasio che domina Assisi.
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A nord, oltre Perugia,è osservabile
il massiccio dei monti "perugini"
tra i quali (Monte Tezio 910
m. s.l.m., Monte Acuto
926 m. s.l.m.).Delimitata
invece dalle due grandi vallate
umbre,vi è la catena dei Monti
Martani con il Monte Martano
(m. 1094 s.l.m.) ed il Monte
Torre Maggiore (m. 1121 s.l.m.)
dominanti la conca ternana. Le
pianure sono pertanto molto limitate
e sono generalmente determinate
dalle valli dei fiumi: la Val
Tiberina che si estende nella
regione da nord a sud nella parte
occidentale e la valle Umbra
nella parte orientale. Le principali
pianure piuttosto estese si
ritrovano: a Castelluccio,la
piana carsica è una valle chiusa,
interessata da un fenomeno di
idrologia carsica a circa 1400 m.
s.l.m. tra il Monte Vettore e il
Monte Ventosola, e la piana di
Colfiorito (m. 752 s.l.m.) ed è
circa 388 ettari di palude che
comprende un sistema di sette conche
tettonico-carsiche, residuo di
antichi bacini lacustri
prosciugatisi nel corso del tempo.
La palude forma un ecosistema di
eccezionale importanza per le rare
specie floristiche e vegetazionali
oltre che faunistiche. Non minore è
l'interesse archeologico e
paleontologico degli altipiani, in
età protostorica si formò infatti un
sistema di castellieri a difesa di
una importante rete di itinerari,
come il castelliere del Monte Orve
sorto intorno al VI secolo a.C.
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Inoltre particolarmente
interessante è la palude
dell'Oasi di Alviano
che si estende su un'area di 800
ettari e dal 1978 è
inserita nel
Parco fluviale del
Tevere e comprende
l'intero bacino
artificiale del Lago
di Alviano, formato
nel 1964 con lo
sbarramento del Tevere.
Dal 1990 il WWF vi
gestisce una riserva
faunistica, in un
habitat ricco dal punto
di vista della
vegetazione sia
ripariale che palustre.
Sono facilmente
ravvisabili conche e
bacini circondati dai
monti.La zona è bagnata
da numerosi fiumi tra i
quali il principale è il
Tevere
nel quale convergono quasi tutti
gli altri sistemi
idrografici come il
Nera, il Chiascio,
il Topino, il
Paglia. Altri fiumi
che scorrono in
territorio umbro vi
sono: il
Nestore e il Velino.
La regione è ricca di
laghi tra i quali : il
lagoTrasimeno (il
quarto lago più grande
d'Italia) il Lago di
Piediluco nel ternano,
il lago artificiale di
Corbara
nell'orvietano, ed
infine il lago
artificiale di Alviano
nel ternano. |
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L'indice di boscosità della regione
Umbria è del 30,50% (circa) contro
il valore nazionale che è del
21,10%, proprio per questo motivo è
stata definita "cuore verde
d'Italia". Le foreste più rigogliose
e spettacolari sono ritrovabili
nella zona del Subasio (l'Eremo
delle Carceri, presso Assisi),
di Sassovivo (Foligno)
del Monteluco (nei pressi di
Spoleto) e del lago di Corbara.
Le specie arboree più diffuse tra i
boschi e le machie sono:il
leccio, il pino d'Aleppo, il
cipresso, il cerro, la rovella, il
castagno, il faggio, l'abete bianco,
e l'olivo in zona pedemontana.In
questa suggestiva "cornice verde" è
possibile individuare il lupo
che sopravvive solo in sparuti
esemplari, il gatto selvatico,
l'istrice, il tasso, il cinghiale,
la faina, la martora, la volpe ed
infine gli scoiattoli.
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Mentre nei bacini idrici di Corbara,
di Alviano, e del Lago
Trasimeno è facile individuare
molte specie di avifauna migratoria.
L'Umbria,da un punto di vista
climatico ha caratteristiche
mediterranee, con estati caldi e
asciutte ed inverni miti; la
temperatura raramente raggiunge
valori minimi molto bassi.La
vegetazione è perciò di tipo
mediterraneo, con la presenza di
specie come l'olivo. Questo clima è
determinato dalla dorsale
appenninica che costituisce una
barriera di penetrazione degli
influssi del mare Adriatico ma anche
delle masse di aria fredda
provenienti da nord-est. Lo stesso
fenomeno si verifica anche verso il
mare Tirreno. Nelle zone montagnose
e nelle conche invece si registra
una accentuata tendenza alla
continentalità. La topografia della
regione inoltre, è caratterizzata da
continue variazioni altimetriche e
dà luogo ad un'eterogenea varietà di
microclimi: nella zona del Lago
Trasimeno il clima è mite tutto
l'anno, mentre sugli Appennini le
estati sono fresche e gli inverni
nevosi. |
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Oasi di Colfiorito |
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Monte Subasio |
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Il fiume Nera |
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Alviano |
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