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 "Da Angelo"

 
Per la sua incantevole posizione geografica, che si erge al centro delle valli del Clitunno, del Topino e del Tevere, è stata definita la ''Ringhiera dell'Umbria''. Montefalco fu centro abitato fin dalla più remota antichità.Probabile 'pago' rurale, conserva memoria in una rara epigrafe del 'marone' (magistrato tipico degli antichi umbri).Il Cristianesimo venne introdotto da San Fortunato, evangelizzatore della zona, vissuto nel IV secolo. Sul suo sepolcro il vescovo spoletino Spes consacrò una basilica, fatta edificare per voto del magister militum Severo (inizi V secolo),ben documentata dall'XI sec. Nel Medioevo Montefalco ebbe il suggestivo nome di
Coccorone che secondo una tradizione, sarebbe derivato da un presunto fondatore, il senatore romano Marco Curione,secondo invece i moderni storici deriverebbe dal greco oros (monte). Già nel secolo XII Coccorone era libero comune: un tipico 'comune di ville' o 'comune di pieve', che raccoglieva l'antichità dell'antico 'pago' preromano. Nell'autunno del 1185 l'imperatore Federico Barbarossa vi sostò a lungo e in quella circostanza, tra l'altro, accolse di nuovo nelle grazie imperiali la città di Spoleto, da lui fatta devastare trent'anni prima.Improvvisamente, tra la fine dell'anno 1249 e i primi mesi del 1250, il luogo prese il nome attuale di Montefalco, probabilmente legato ad uno dei falchi dell'imperatore Federico II, che aveva soggiornato in Coccorone. Il libero comune fu retto nel XII e agli inizi del XIII secolo dai consoli (1180 - 1235) e dai boni homines (1180 - 1213); poi, ben presto, dal podestà (attestato del 1239), dai vari consigli (speciale, dei giudici, dei sapienti, documentati a partire dal 1227), e dalla 'curia' comunale (citata dal 1195), che poi si estrinsecò nelle magistrature tradizionali (priori del popolo, camerario, correttori delle società, cancelliere, ecc.).Dopo essere stata retta a lungo nel XIV sec. dai rettori della chiesa passò definitivamente sotto il controllo della nobile famiglia Trinci.Da allora Montefalco conobbe una grande attività artistica e culturale, che si protrasse ininterrottamente per quasi un secolo. Tale floridezza economica e civile venne bruscamente interrotta da un avvenimento assai grave. Il 18 ottobre 1527 Montefalco fu presa per tradimento e saccheggiata da un distaccamento delle Bande Nere, comandato da Orazio Baglioni, e tenuta occupata per oltre un mese. Gravi pestilenze ed un generale deterioramento della situazione economica compirono il resto. Nel 1848, a seguito dell'ampliamento del territorio comunale con l'aggregazione dei castelli di Fabbri, Fratta e San Luca, smembrati da Trevi, a seguito restaurazione pontificia (1812) Montefalco ottenne da Po IX, (già arcivescovo di Spoleto) l'ambitissimo titolo di città. Tradizionalmente è ricordata quale patria di ben otto santi, tra cui emerge la mistica agostiniana Santa Chiara della Croce (1268 - 1308). Diede pure i natali al poeta Nicola da Montefalco (secolo XV) autore del canzoniere amoroso, il Filenico (conservato autografo nella Biblioteca Classense di Ravenna); al pittore Francesco Melanzio (1460-1519), formatosi al seguito del Perugino e del Pintoricchio; al cardinale Giovanni Domenico de Cuppis, decano del Sacro Collegio, pronosticato più volte papa nei conclavi cui partecipò; al sacerdote Don Brizio Casciola (1896-1954), amico di personaggi illustri (Sabatier, Fogazzaro, Pascoli, ecc.). Montefalco ospitò tra le sue mura anche il Papa Giulio II nel 1507, e fu scelta quale patria adottiva dal celebre musicista e cantore Domenico Mustafà (1829 - 1912), già direttore perpetuo della Cappella Sistina.

Tour "SULLA STRADA DEL SAGRANTINO"

      Visita guidata per ammirare la suggestiva piazza del certame,l'Ex-Chiesa di San Francesco per scoprire gli affreschi di Benozzo Gozzoli, la Porta di FedericoII,suggestivi angoli medioevali e paesaggistici ed infine la Chiesa di Santa Chiara della Croce da Montefalco.
 

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